Dov'è Dio?
E' estremamente difficile incontrare Dio, che è Amore, se non si ama nessuno e si vive nell'egoismo quotidiano. Se Dio si trova alla fine della ricerca sul significato di vita, occorre coltivare nell'adolescente il senso della verità e della sincerità, oltre ogni visione comoda e falsa, affinché il Divino possa realmente diventare progetto esistenziale.
Luigi Pirandello nel dramma intitolato lazzaro, dal nome del protagonista di una delle pagine più emozionanti e del quarto Vangelo (cap. 11). In quel testo il personaggio centrale, Diego Spina, un fantastico religioso, moriva clinicamente per alcune ore, dopo le quali ritornava ancora in vita in mo. Da questa esperienza, però, aveva scoperto che non c'è nulla oltre quella soglia estrema, neppure Dio gli si era presentato. Il messaggio ultimo, di Spina-Pirandello sarebbe in questa battuta: "Tu devi credere e non sapere". La ricerca di alcuni studiosi ha voluto smentire costantemente questa tesi, affermando che il credente e il comprendere devono incontrarsi e procedere insieme, sia pure faticosamente.Tuttavia il loro camminare appaiati non giunge fino a una meta comune. A un certo momento, infatti, la ragione si arresta e sul sentiero finale, che è una rischiosa ascensione, si avanza con una diversa compagnia che si affaccia dall'alto e che indica percorsi comprensibili solo a chi adotta una altro vedere e ascoltare.
Bisogna, riconoscere che anche Pirandello, pur nel sua sostanziale agnosticismo e pessimismo, aveva intuito quel diverso "sapere". Nel suggello del dramma, affida a Lucio, figlio del protagonista, Diego,il novello Lazzaro redivivo, il compito di incarnare la presenza di un Dio che vive "nell'eterno presente della vita" e che quindi può liberare anche chi si dibatte nell'incredulità.
E' estremamente difficile incontrare Dio, che è Amore, se non si ama nessuno e si vive nell'egoismo quotidiano. Se Dio si trova alla fine della ricerca sul significato di vita, occorre coltivare nell'adolescente il senso della verità e della sincerità, oltre ogni visione comoda e falsa, affinché il Divino possa realmente diventare progetto esistenziale.
Luigi Pirandello nel dramma intitolato lazzaro, dal nome del protagonista di una delle pagine più emozionanti e del quarto Vangelo (cap. 11). In quel testo il personaggio centrale, Diego Spina, un fantastico religioso, moriva clinicamente per alcune ore, dopo le quali ritornava ancora in vita in mo. Da questa esperienza, però, aveva scoperto che non c'è nulla oltre quella soglia estrema, neppure Dio gli si era presentato. Il messaggio ultimo, di Spina-Pirandello sarebbe in questa battuta: "Tu devi credere e non sapere". La ricerca di alcuni studiosi ha voluto smentire costantemente questa tesi, affermando che il credente e il comprendere devono incontrarsi e procedere insieme, sia pure faticosamente.Tuttavia il loro camminare appaiati non giunge fino a una meta comune. A un certo momento, infatti, la ragione si arresta e sul sentiero finale, che è una rischiosa ascensione, si avanza con una diversa compagnia che si affaccia dall'alto e che indica percorsi comprensibili solo a chi adotta una altro vedere e ascoltare.
Bisogna, riconoscere che anche Pirandello, pur nel sua sostanziale agnosticismo e pessimismo, aveva intuito quel diverso "sapere". Nel suggello del dramma, affida a Lucio, figlio del protagonista, Diego,il novello Lazzaro redivivo, il compito di incarnare la presenza di un Dio che vive "nell'eterno presente della vita" e che quindi può liberare anche chi si dibatte nell'incredulità.
Leggendo il "Lazzaro" di Pirandello, mi viene in mente la confessione del poeta russo Aleksandr Blok che, durante la rivoluzione sovietica, nel 1918, pubblicava un poema intitolato I Dodici: "Quando l'ebbe finito, mi meravigliai io stesso: Annotai allora nel diario: Purtroppo Cristo. Purtroppo proprio Cristo!".
RispondiEliminaQuando Gesù Cristo fu inchiodato sulla croce e vi rimase, tormentato dalla sofferenza, esclamò: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? Gesù fu preso da un grande dubbio nel momento che precedette la sua morte. Forse fu quella la più crudele di tutte le sofferenze, il silenzio di Dio.
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